Controllare gli “*” per chiarimenti

Negli ultimi mesi, presso la Magione, residenza del Margravio Roswaal, ogni mattina si svolgevano dei combattimenti brutali, in cui gli avversari mettevano in gioco la propria vita.

Dei combattimenti all’ultimo sangue, mortali senza ombra di dubbio.

Due individui si stavano affrontando nell’ampio spazio del giardino. 

Per loro sarebbe stato sconcertante sentire quelle parole, eppure per Subaru, che osservava in disparte come spettatore esterno, non c’era modo più appropriato di descrivere la violenza che si stava scatenando di fronte a lui. Non potevano che essere combattimenti la cui unica fine sarebbe stata la morte.

In effetti, non si poteva dubitare che almeno uno dei due soggetti stesse attaccando con l’intenzione di uccidere, senza trattenersi.

Sfortunatamente, l’avversario riusciva con sorprendente disinvoltura a parare e a deviare quei colpi intrisi di intento omicida.

Attacchi di una potenza smisurata si succedevano senza sosta, seguiti da schivate così veloci da risultare impercettibili ad occhi non allenati.

Una differenza di abilità soverchiante — tra i due era così evidente che nessuno lo avrebbe mai potuto negare.

E probabilmente era proprio per questo che un allenamento tanto rischioso continuava a ripetersi invariato, mattina dopo mattina. 

(???) [ GRAAAAAAAAAAAAAH!]

Accompagnato da un feroce e impetuoso ruggito, un calcio scatenò un potente boato che attraversò l’intero cortile.

La Sagoma Dorata concentrò tutta la forza che aveva nelle gambe, scatenando una violenta propulsione. Spinto in avanti, affondò gli artigli che parevano quelli di una bestia selvaggia.

La forza di quel colpo era inimmaginabile, tanto che sarebbero stati in grado di squarciare una spessa lastra di ferro come fosse burro, e trasformare un corpo umano in poltiglia senza alcuno sforzo. 

Un attimo dopo, gli artigli si scatenarono in una tempesta di fendenti, bersagliando l’avversario da ogni lato, quasi come a impedirgli una via di fuga… quasi come a bloccare una preda.

Tuttavia,

(???)[Mi dispiace, ma sfortunatamente hai lasciato troppe aperture.]

L’avversario, con un minimo sforzo e una precisione inumana, eluse la violenta ondata di fendenti che gli piovevano dall’alto… quasi impercettibilmente si spostò verso il basso, uscendo fuori dalla portata degli artigli.

Anche se era troppo tardi, la Sagoma Dorata cercò di ritirarsi con un salto verso l’alto quanto più velocemente possibile. 

L’avversario, concentrando forza nelle gambe, scattò verso l’alto, trafiggendo il corpo della bestia con un colpo incontrastabile e fulmineo. La forza dell’impatto scagliò violentemente, ancor più in alto, il corpo dell’avversario colpito.

In risposta a quel attacco devastante, come in preda ad un conato, si echeggiò nell’aria un grido stridulo e colmo di dolore.

(???)[COH! GAAh!?]

— o almeno così sarebbe dovuto essere, ma la realtà era ben diversa.

Nonostante la sensazione fosse vivida… Quel fendente lo aveva trafitto solo nella sua immaginazione. La forza e l’intenzione emesse da quello straordinario colpo, mai ricevuto, erano state tanto intense da sovrastarlo.

(???)[COH!COH!COH!]

L’avversario, grazie ad una spinta sulle gambe, apparve proprio alla stessa altezza del corpo quasi sospeso a mezz’aria.

Con un colpo di tallone rapido e preciso lo scagliò violentemente verso il suolo. L’impatto diede forma ad un cratere circolare.

La bestia dalla Sagoma Dorata giaceva distesa in posizione supina, oramai incapace di muoversi e nel silenzio più totale.

[Vogliamo continuare?]

L’ormai decretato vincitore rivolse quelle parole al perdente, disteso e dolorante.

[―Ah, Ahh, ahh…]

Non si trattava né di sarcasmo né di ironia, ma di una pura espressione di un onesto senso di sportività. E, esattamente per questo motivo, quelle parole bastarono a ferire ancora più profondamente l’animo dello sconfitto, inerme di fronte alla realtà.

In ogni caso,

[Forse non te ne rendi conto, ma potresti sembrare sarcastico. Dovresti smetterla di avere tutta questa compassione e spirito sportivo verso i tuoi avversari.]

Irrompendo in una scena in cui il vincitore era già stato decretato, Subaru parlò grattandosi la testa. A quelle parole, il giovane dai brillanti capelli rosso fuoco, che stava osservando la bestia quasi priva di sensi, si girò e gli sorrise.

Subito dopo alzò la mano in cenno di saluto e disse:

[Ehi, buongiorno, Subaru. Sei mattiniero come al solito.]

[Sicuramente non quanto voi due. Ma, a prescindere, ogni giorno la stessa storia… non capisco se semplicemente non ne ha avuto ancora abbastanza oppure non vuole accettare la realtà – senti Reinhard, tieni a mente che non hai nessuno l’obbligo di continuare ad accettare le sue sfide se non ne hai voglia.]

[La sua ambizione nel voler migliorarsi non è sbagliata. Giorno dopo giorno sta diventando sempre più forte. Sono sicuro che non è così lontano il momento in cui mi raggiungerà.]

[Dici davvero? Beh, io faccio un po’ fatica ad immaginarlo.]

Le parole del giovane dai brillanti capelli rosso fuoco – Reinhard Van Astrea – non tradivano cenni né di ironia né di falsa modestia. 

Probabilmente era una valutazione che, dal punto di vista di Reinhard, doveva essere oggettiva. Ma la realtà per Subaru – come quella di chiunque altro – era completamente diversa. 

Subaru strizzò un occhio come contrariato e rivolse la sua attenzione alla persona stesa a terra.

Lì si trovava sdraiato un ragazzo dai capelli corti e dorati.

A causa del colpo subito persino respirare era ancora faticoso. Il terribile dolore che percepiva in tutto il corpo era segno che non fosse più in grado di combattere; eppure, nei suoi occhi verdi, ardeva ancora intensa la fiamma della determinazione.

Ma la determinazione, da sola, non sarebbe bastata: il suo corpo era stato portato al limite e, per quanto ci avesse provato, non rispondeva più alla sua volontà; l’unica alternativa era digrignare i denti in preda alla frustrazione di aver perso, ancora una volta.

Subaru conosceva molto bene quell’amara sensazione che si provava, e, in segno di solidarietà, gli porse la mano.

[Ehi! Forza e coraggio, Garfiel! Riesci ad alzarti? Non ti scoraggiare più del dovuto. Guarda che tu―]

[―Non ti allargare troppo, bastardo. Non ho bisogno della tua cazzo di mano per alzarmi.]

Mostrandogli i denti con un ringhio, il ragazzo biondo — Garfiel — scostò la mano di Subaru.

Era evidente come quelle sue azioni fossero solo il risultato della sua caparbietà, e il suo stato mentale e fisico lo dimostravano più che chiaramente. Il dolore era lampante sul suo volto, e il respiro affannoso e irregolare ne erano la conferma.

Ma Subaru non era così immaturo da deridere il suo orgoglio: sarebbe potuto non essere così ovvio, ma il risultato che aveva ottenuto durante lo scontro contro Reinhard era ammirabile.

Subaru sospirò guardando Garfiel alzarsi,

[Beh, se è questo quello che pensi, fai ciò che vuoi. Ma prima di fare colazione fatti un bagno e pulisciti dal sudore e dal fango. Altrimenti finirai per farti odiare da Ram.]

[… Che rottura, non c’è bisogno che sia tu a dirmelo. Lo so perfettamente da me.]

Infastidito dal consiglio di Subaru, Garfiel scosse la testa e si alzò in piedi aggrottando le sopracciglia. Le ginocchia gli tremavano ancora, ma non al punto da impedirgli di camminare.

Riacquistate un po’ di energie grazie alla sua sorprendente capacità di recupero, Garfiel rivolse uno sguardo a Reinhard, che se ne stava in piedi con aria fresca e rilassata,

[La prossima volta… non perderò.]

[Non vedo l’ora.]

Le parole di Reinhard non accennavano nemmeno un pizzico di falsità, e Garfiel, essendone consapevole, non poté che consolarsi in un sospiro.

Mentre passava zoppicando di fianco a Subaru, gli lanciò un’occhiata amara.

[-Tsk.]

Così, schioccando la lingua per il fastidio, si avviò lungo il cortile per tornare alla villa.

Subaru lo osservò mentre si allontanava in quello stato malconcio, scuotendo la testa per il disappunto.

Era stato ferito nell’orgoglio e probabilmente doveva sentirsi in imbarazzo. Nonostante ciò, sarebbe stato un bene se il cattivo umore fosse scivolato via insieme allo sporco durante il bagno, giusto prima della colazione. 

Dopotutto la sua era un’età difficile.

[Mi dispiace aver lasciato a te il compito di guardare di quella testa calda. Devi essere stanco, sentiti libero di andare a rinfrescarti… Maaa, se vi doveste incontrare nel bagno mi sa che sarebbe un bel problema.]

Mentre guardavano Garfiel andarsene, Reinhard sorrise alle parole di Subaru.

[Effettivamente hai ragione, potrebbe non lavarsi se mi dovesse vedere in bagno…  mi spiace che lui la metta sempre in questi termini. In ogni caso grazie per la proposta, ma fortunatamente non mi sono mosso abbastanza da aver sudato, quindi per questa volta cederò il passo. Inoltre, mi dispiacerebbe molto vedere Garfiel ricoperto di fango davanti alla signorina Ram.]

Come dichiarato da lui stesso, il 『Santo della Spada』, non sembrava esser affaticato dall’allenamento svolto quella mattina. Garfiel aveva sferrato quei colpi cercando di uccidere esprimendo la massima estensione della sua forza e, nonostante ciò, era stato trattato come nulla più di un bambino.

In più, con aria del tutto tranquilla, Reinhard passò il piede sull’erba accanto al cratere creato poco prima. 

Per qualche principio sconosciuto il manto erboso tornò nella sua bilanciata condizione originale. Un prato omogeneo e curato.

Era forse questo il potere delle innumerevoli Protezioni Divine* che possedeva? 

L’idea di dover fronteggiare un avversario di tale portata era inconcepibile per Subaru, e quel singolo pensiero lo faceva rabbrividire.

Proprio per questo motivo poteva affermare, con assoluta certezza, che averlo fatto entrare nella fazione era il suo più grande successo fino a quel momento.

Reinhard Van Astrea, il『Santo della Spada』.

La sua attuale affiliazione era la fazione di Emilia, la candidata al trono sostenuta dal Margravio Roswaal.

Subito dopo l’inizio della Selezione Reale, il『Santo della Spada』, che aveva agito nelle vesti di Cavaliere al servizio di Felt , aveva preso posizione come suo più grande avversario grazie al prestigioso nome e all’influenza che deteneva nel regno…

Tuttavia,

(Subaru)[―Forse non è il momento giusto per rifletterci, ma il pensiero che, se Felt dovesse ritornare, ci trasformerebbe di nuovo in amici-nemici… Solo a pensarci mi vengono i brividi]

(Reinhard)[…]

(Subaru)[Ehi, che c’è?]

Reinhard distolse lo sguardo all’affermazione di Subaru e girò il viso di lato per non lasciar trasparire il rammarico sul suo volto. 

[Io… io ti devo ringraziare per tutta la considerazione che mi rivolgi, ma temo che non avrò mai più l’onore di portare il titolo di Cavaliere, per Vostra Altezza Felt. Pare che io sia stato giudicato indegno di tale incarico, altrimenti non sarebbe partita senza di me per un luogo sconosciuto.]

Subaru chiuse gli occhi e sospirò profondamente, sigillando i pensieri nefasti che gli frullavano in testa – nascondendoli nella parte più recondita della sua anima.

  • Ormai è passato quasi un anno da quando Felt, una delle candidate alla Selezione Reale, è scomparsa sottraendosi alle attenzioni di Reinhard, suo prode e giurato Cavaliere.

Quella ragazzina, che quasi ricordava una gatta, si era separata dalla Casata Astrea, portando con sé solo quel vecchio che per lei era la sua famiglia… Era fuggita dalla Selezione Reale, lasciandosi alle spalle il 『Santo della Spada』che le aveva giurato fedeltà.

Anche se questi erano solo i pettegolezzi che circolavano, in fondo non erano poi così distanti dalla realtà.

Senza che Felt gli avesse spiegato qualcosa, Reinhard era stato bruscamente escluso dalla Selezione Reale.

Nessuno poteva nemmeno provare ad immaginare quanto grande fosse stato il senso di impotenza che il『Santo della Spada』aveva provato. 

La sua Signora, alla quale lui stesso aveva giurato fedeltà, era fuggita da lui.

Era stato ritenuto indegno e abbandonato. Per l’onore di un Cavaliere rappresentava il massimo disonore, ancor di più per il Cavaliere con la carica più alta, la quale era stata conferita proprio a lui.

Reinhard, ostinato nel suo onore ma pieno di rimorsi, fu commosso dalla magnanima offerta di Subaru e accettò immediatamente di offrire la sua spada al servizio della sua nuova Signora, Emilia.

Da allora, il 『Santo della Spada』, era diventato la spada della Casata Emilia, ma soprattutto aveva svolto un ruolo di straordinaria importanza, non solo come Cavaliere, ma proprio nella Selezione Reale. 

Dopotutto Reinhard era un discendente diretto di un leggendario eroe: il primo『Santo della Spada』che, in un remoto passato, aveva preso parte al combattimento che avrebbe portato a sigillare la『Strega dell’Invidia』. 

Lui aveva scelto come sua nuova signora Emilia, disprezzata proprio per essere una mezza-elfa dai capelli argentati come la『Strega dell’Invidia』, e il peso simbolico di questo singolo fatto era stato ben più grande di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.

Inoltre, la presenza di Reinhard non solo aveva contribuito in molti aspetti della Selezione Reale, ma averlo avuto al proprio fianco aveva giovato a Subaru in tante altre numerose situazioni.

Tra queste rientrava anche la gestione del testardo Garfiel, che pur essendo anch’egli un membro della stessa fazione, aveva la tendenza a reagire bruscamente.

[Non sai quanto devo sia a te che a Ram… Non riesco nemmeno a immaginare quante volte Garfiel mi avrebbe picchiato se non fosse stato per voi.]

[Non credo sarebbe capace di essere così sconsiderato. È vero che in apparenza Garfiel ti tratta con durezza, ma Subaru… questa è solo una faccia della medaglia; dentro di sé riconosce il tuo valore. L’unico problema è che la tua forza non è qualcosa di materiale, ed è difficile da cogliere a primo impatto. Personalmente credo che sia una cosa che lui ha difficoltà ad accettare.]

[Beh, a nessuno piacerebbe essere ripetutamente ingannato con dei trucchetti da quattro soldi. In ogni caso non ho né rimpianti né rimorsi, anche perché non avevo scelta.]

Di fronte alle ragioni di Reinhard, Subaru rievocò quanto accaduto al『Santuario』.

Il 『Santuario』 era il luogo in cui era stata eretta una barriera che rendeva impossibile uscirne, confinando quindi gli abitanti al suo interno. 

Inoltre la minaccia della Magibelva 『Il Grande Coniglio』 incombeva proprio su quel luogo… e per riuscire a superare quel pericolo, Subaru aveva fatto tutto il necessario.

Si poteva affermare che avesse sfruttato nel miglior modo possibile tutti i vantaggi del『Ritorno dalla Morte』. E proprio in questo modo era riuscito a mettere fuori gioco Garfiel che, temendo la liberazione del 『Santuario』, aveva cercato di ostacolare Subaru, Emilia e gli altri presenti in tutti i modi possibili.

Ed era stato proprio quella la ragione, e origine, del contratto tra Subaru ed Echidna.

Scegliendo di afferrare la mano della Strega, aveva sperimentato il『Ritorno dalla Morte』 un inquantificabile numero di volte e, proprio grazie a questo, era riuscito ad affrontare ogni tipo di prova ed errore.

Alla fine era stato in grado di memorizzare il comportamento e i movimenti di tutti coloro che erano presenti al “Santuario” e, tenendo Garfiel completamente all’oscuro degli eventi, era riuscito a eliminare il problema alla radice.

Nella segretezza più assoluta aveva superato le “prove” del 『Santuario』; Roswaal si era occupato di risolvere gli ultimi problemi legati a Ryuzu e poi aveva guidato l’evacuazione prima che la ‘Grande’ minaccia potesse colpire.

In quell’arco di tempo, Garfiel aveva cercato disperatamente di ritardare l’imminente liberazione, ma ogni resistenza era stata inutile.

Infine, soltanto dopo, il ragazzo venne a conoscenza di tutto ciò che stava succedendo.

Dopo che l’evacuazione degli abitanti fu terminata, pur sapendo che era troppo tardi, Garfiel si oppose testardamente per rimanere. Tuttavia l’attacco del『Grande Coniglio』era inevitabile e il ragazzo, incapace di resistere da solo, fu spinto sull’orlo della morte. 

Fu allora che Subaru e Roswaal lo salvarono.

Garfiel era stato ferito nell’orgoglio a causa della propria debolezza, degli errori di valutazione commessi – senza contare che le circostanze che lo avevano incatenato ed afflitto per più di dieci anni erano state risolte da un estraneo, senza che lui ne fosse a conoscenza.

Insomma, la determinazione del ragazzo era stata fatta a pezzi.

Era inevitabile che, in seguito a tutti quegli avvenimenti, il suo dolore si fosse trasformato in odio verso Subaru.

Se non fosse stato per le abilità persuasive di Ram e di Frederica, sorella maggiore dello stesso Garfiel, forse non avrebbe neppure considerato di unirsi alla fazione di Emilia, nemmeno per formalità.

E dopo che Reinhard si unì alla Casata, Garfiel colse l’occasione riversando la sua furia proprio su lui.

Alla luce di tutto ciò, quello che il giovane ragazzo non riusciva a perdonarsi era la propria debolezza.

Nella sua affranta ricerca della forza, Garfiel aveva incontrato ciò che per eccellenza rappresentava l’apice di tutto ciò che ne era correlato: il『Santo della Spada』.

Ne aveva fatto il suo scopo, il suo unico obiettivo, iniziando una crescita lenta ma implacabile.

In questo modo, forse un giorno sarebbe riuscito a trovare la risposta che al『Santuario』non gli era stata concessa.

[Se riuscisse ad ammorbidire un po’ il suo rapporto con me, io mi riterrei più che soddisfatto..]

[Tranquillo, sono sicuro che prima o poi i tuoi sentimenti faranno breccia. Non c’è motivo di correre.]

In risposta all’atteggiamento arreso di Subaru, Reinhard gli fece un cenno per rinquorarlo.

Poi, il cavaliere dai capelli rossi fuoco, volse lo sguardo verso la villa e,

[Vi prego di lasciarmi il privilegio di potermi occupare di Garfiel per ancora un po’ di tempo… Se naturalmente riponete ancora fiducia in me, colui che non ha rispettato le aspettative della sua precedente Signora Felt.]

[Non essere così scioccamente malinconico. Se non posso riporre la mia fiducia in te, allora in chi altro dovrei? Ho grande fiducia e aspettative, Reinhard.]

[Ho compreso. In questo caso non posso che fare lo stesso e dedicarmi a voi – questo è il mio sommo dovere in qualità di Spada e di 『Primo Cavaliere』.]

In quelle parole, scandite sillaba dopo sillaba, Reinhard aveva espresso le sue più importanti convinzioni.

Il『Primo Cavaliere』 era la posizione di più alto rango per un cavaliere, concessa soltanto a chi, in una relazione tra padrone e servitore, si era legato con il più profondo vincolo di lealtà. 

Reinhard, che non era stato in grado di soddisfare tale posizione per la sua precedente Signora Felt.

Probabilmente, nelle sue parole era racchiuso il desiderio di non vedere ripetersi lo stesso fallimento anche con Subaru.

[Con permesso. Mi congedo.]

Senza rivelare neppure per un attimo quel sentimento sul suo volto, Reinhard diede una pacca sulla spalla di Subaru e si allontanò dal giardino. E mentre si allontanava dal prato, dove sarebbero dovuti ancora visibili i segni dello scontro avvenuto pochi istanti prima, non era presente il benché minimo segno.

Non appena confermò che Reinhard fosse abbastanza lontano, Subaru si lasciò sfuggire un sospiro.

[Dovrei quindi lasciare la faccenda di Garfiel… alla tue responsabilità, eh?]

『Complimenti per la recitazione impeccabile. Sei diventato proprio senza scrupoli.』

(Subaru)[…]

Ancora una volta, sentì la voce della Strega che, ostinata, continuava a non mantenere la sua promessa. 

Ma questa volta Subaru rimase in silenzio. 

Forse considerando quel silenzio come tacito permesso, Echidna continuò a inviare i suoi pensieri attraverso il cristallo,

『Pietà per Garfiel? Sei libero di provarla. Per quanto riguarda il 『Santuario』 ritengo che però tutte le nostre precedenti discussioni sull’argomento siano state più che approfondite. Infine, con il Ritorno Dalla Morte, abbiamo testato tutte le innumerevoli possibilità, arrivando a scegliere la migliore. E alla fine hai salvato le vite di tutti… nessuno si è fatto male e nessuno è morto. O mi sbaglio?』

[Ne sono perfettamente a conoscenza. E infatti mi pare di non aver detto niente…]

『Non hai nemmeno bisogno di sentirti in colpa per Reinhard. In primo luogo, quella ragazz- Felt – non aveva alcun interesse nella Selezione Reale, o no? E così, le abbiamo mostrato una via d’uscita. Probabilmente in questo momento vive tranquilla con quell’enorme vecchiaccio, lontano nel Kararagi*』

[…]

Echidna scelse con estrema attenzione le parole con cui stava cercando di consolare Subaru per le scelte che avevano preso, quasi come se stesse passando la mano su una ferita ancora aperta con molta, molta, attenzione.

La rabbia di Garfiel e il tormento di Reinhard: tutto questo era il risultato di ciò che Subaru aveva fatto.

La situazione di Garfiel era ancora accettabile. Quel risultato era stato necessario per riuscire a risolvere i problemi del “Santuario” senza sacrificare nessuno.

Tuttavia per quanto riguardava Reinhard sarebbe stato impossibile dire lo stesso.

Il dolore che Reinhard provava e la scomparsa della sua Signora erano tutte conseguenze dell’intenzionale e completa macchinazione del piano ideato da Natsuki Subaru. 

Se la verità fosse mai venuta a galla, il raccapriccio e il disprezzo sarebbero stati inevitabili. 

Naturalmente quello sviluppo era stato tenuto in conto.

Ma questo non bastava―,

『Per respingere il Culto della Strega che stava alle calcagna di Emilia, avevi bisogno di una forza più grande di qualunque altra. Nessuno può essere salvato solo con le belle parole. Tutto ciò che hai fatto è stato prendere le migliori decisioni, fino alla fine e senza rimorsi.』

[Smettila.]

『È stato solo grazie a questa decisione che siamo riusciti a proteggere la Città di Pristella* senza danni. Come saremmo riusciti ad opporci alla catastrofe accaduta nella Città Blu senza Reinhard?』

[…]

『Certo, forse con le forze riunite in quel momento sarebbe stato possibile respingerli anche con altri mezzi. Ma il fatto di aver sconfitto contemporaneamente più Arcivescovi del Peccato senza neanche un singolo morto, in un incidente di tali proporzioni, è indubbiamente dovuto al fatto che, prima di tutto, Reinhard era presente tra le nostre fila.』

L’intenzione di Echidna era quella di confortare Subaru, tuttavia, scandite una dopo l’altra, le parole ebbero esattamente l’effetto opposto.

Parole tanto affilate da sembrare lame, e ogni volta che Echidna le usava per giustificare le sue azioni, Subaru veniva trafitto. 

E questo accadeva con tale precisione che avrebbe portato a chiedersi se il suo vero obiettivo non fosse stato quello di ridurgli il cuore in pezzi, a lacerare la sua illusione, la sua menzogna.

Non importa quante volte, quante decine, quante centinaia di volte ci aveva provato … non bastava e non sarebbe mai stato abbastanza.

La sua forza da sola era semplicemente insufficiente. 

Natsuki Subaru non era riuscito a compensare quella mancanza con la sola conoscenza delle informazioni e del contesto, anche dopo inimmaginabili tentativi attraverso il『Ritorno dalla Morte』.

In questo mondo esistevano ostacoli tanto grandi da non poter essere colmati con la sola esperienza e conoscenza del futuro. 

Eppure, se lui avesse saputo scendere a compromessi, forse avrebbe potuto superare quelle avversità.

Ma Subaru non era né abbastanza debole da scendere a compromessi, né abbastanza risoluto da sacrificare qualcuno per la causa.

Se avesse accettato di rinunciare, se avesse distolto lo sguardo e fatto finta di niente di fronte ad un sacrificio, nulla avrebbe più avuto senso.

Se avesse smesso di mettere in gioco la sua stessa vita, stringere la mano della Strega non avrebbe avuto alcun valore.

In definitiva aveva fatto tutto il possibile per ottenere la forza necessaria di cui aveva bisogno per combattere.

Così era riuscito a far cadere nelle sue mani la spada più forte e potente, Reinhard Van Astrea, facendone un suo alleato.

Il ritiro di Felt dalla Selezione Reale era stato necessario. Sarebbe addirittura stato difficile provare a ricordare il numero di tentativi che gli ci erano voluti affinché quell’evento si realizzasse.

Morire per mano della spada di Reinhard dieci volte, venti volte… nemmeno contarle avrebbe reso l’idea.

Eppure, alla fine lo aveva raggiunto, senza compromessi e senza sacrificare nessuno.

E, infine, un risultato ineccepibile in cui Natsuki Subaru aveva trovato la salvezza.

Per quanto il suo cuore fosse ferito, per quanto avrebbe potuto soffrire, avrebbe fatto il necessario per salvare le loro vite…

[In questo mondo esiste la vita. Dove c’è vita, esiste un domani. E se esiste un domani, allora, anche se flebile, esiste la speranza. Speranza significa poter avere delle opportunità. E le opportunità perm―]

『… permettono alle persone di trovare la loro salvezza. Hai perfettamente ragione. È un concetto inconfutabile. Te lo posso garantire, personalmente.』

[Non ho bisogno delle tue conferme.]

Subaru espresse i suoi pensieri più intimi, ricordando a se stesso il reale motivo dietro alle sue azioni.

E la『 Strega dell’Avidità』, colei che possedeva la conoscenza più alta, accoglieva, condivideva, e elogiava tale modo di pensare.

Nonostante avesse risposto in modo sgarbato, era altrettanto vero che Subaru sapeva che le parole di Echidna volevano aiutarlo.

La vita. La vita era la vita..

Finché c’era vita, si poteva ricominciare. Le possibilità sono infinite, ed è solo grazie a questo che è possibile conservare la speranza. 

Per Subaru il significato di sacrificio era diverso da quello degli altri, delle altre vite. 

Finché avrebbe protetto chiunque, tranne che se stesso, finché avrebbe continuato a sfidare il 『Ritorno dalla Morte』in un infinito numero di possibilità, la sua battaglia non sarebbe mai terminata.

“Anche se coloro che voglio salvare dovessero piangere, gridarmi contro il loro dolore, io li salverò comunque.”

Quella era la salvezza che Subaru aveva voluto raggiungere, al costo di aver stretto la mano della Strega.

NOTE CAPITOLO 3:

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Protezioni Divine*:

”Le Protezioni Divine sono benedizioni che il mondo concede alle persone alla nascita: queste conferiscono degli “effetti” o “capacità”.

La maggior parte delle persone nasce senza alcuna Protezione Divina, e chi nasce con essa sa della propria Protezione Divina senza che gli venga detto. Il rapporto tra i possessori di una Protezione Divina è di 1:100 per quelle inutili, 1:1.000 per quelle utili, 1:10.000 per quelle un po’ rare, 1:100.000 per quelle veramente utili, 1:1.000.000 per quelle uniche nel loro genere, 1:10.000.000 per possederne più di una, già l’esistenza di chi ha più di una Protezione Divina è considerata strana. 

Reinhard possiede non una, le possiede potenzialmente tutte. Ha un numero altissimo di protezioni divine con la capacità innata di crearne di nuove o richiamarne alcune in base alla situazione (sottraendole agli attuali possesori); ha dunque la capacità di controllare le Protezioni Divine.”

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Kararagi*: 

“La Città-Stato Kararagi, solitamente indicata collettivamente come Kararagi, è una delle quattro grandi nazioni del mondo di Re:Zero. È nota per essere un centro di commercio in tutto il continente e per la sua struttura di mercato proto-capitalistica. 

SPOILER DETTAGLI DOPO TERZA STAGIONE: arco 6 – interviste tappei

La regione è descritta come simile al Giappone ed Echidna ha affermato nella novel di avere un legame con il Kararagi poiché ha contribuito alla sua fondazione (insieme all’aiuto del saggio Flugel, ma è un’informazione ancora da confermare ESPLICITAMENTE, però viene detto e citato un buon numero di volte che Echidna e Fluger erano pappa e ciccia, con grandi progetti di innovazione, ma non mi dilungherò troppo 🙂)”

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Pristella*: 

Pristella, nota anche come Città delle Dighe, è una delle cinque capitali regionali del Regno di Lugunica , situata lungo il confine del Regno di Lugunica con il Kararagi.

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Indice Capitoli

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Crediti: ReAnime – KamiSama – Ross