Dopo aver ricevuto l’avversa solidarietà della Strega, Subaru abbandonò il cortile con un peso nel cuore.
「…」
I lunghi corridoi della magione si susseguivano sempre uguali e dalle grandi vetrate era possibile scorgere un immenso cortile.
L’allenamento mattutino di Reinhard e Garfiel era un evento estraneo alla routine che ogni giorno Subaru ripeteva.
Era stata una mera coincidenza il fatto che fosse passato nel luogo in cui si allenavano e, proprio per questo motivo, non aveva avuto altra scelta se non di fermarsi a parlare con loro.
Per Subaru, il vero inizio della Routine iniziava ora, nella Biblioteca.
Agli estremi dell’Ala Est della Magione vi era una Biblioteca organizzata con fare metodico.
「―Ehi Beako, Ciao. Con permesso…」
Aprendo l’enorme porta a doppio battente, la prima cosa che vi traspariva era l’opprimente odore della carta. All’interno della stanza, illuminata dalla fioca luce di una lampada magica, un numero inquantificabile di librerie erano disposte in ordine, l’una accanto all’altra. Gli scaffali, così densamente stipati di libri che sembravano scoppiare, quasi a contendersi ogni briciolo di spazio.
Non era esagerato affermare che la quantità di libri presenti in questa nuova Biblioteca non era di certo inferiore rispetto a quella che un tempo si trovava nella『Biblioteca Proibita』- oramai un lontano ricordo del passato.
Nonostante ciò non era andata via.
Pur essendo consapevole che quella non era la『Biblioteca Proibita』, il luogo che lei avrebbe dovuto custodire… forse vedere il miraggio del proprio passato, l’illusione di ciò a cui lei un tempo apparteneva, era la ragione per la quale era rimasta.
「…」
La lampada magica emanava una luce troppo debole e, per di più, bloccata dagli altissimi scaffali. In questo modo la stanza assumeva un’atmosfera tetra e lugubre.
Nell’angolo più buio, accovacciata con le ginocchia strette al petto, si intravedeva la sagoma di una ragazzina.
In passato, la prima volta che Subaru aveva varcato l’entrata della Biblioteca, era stato accolto da una figura minuta, seduta su un piccolo sgabello di legno.
Quel lontano ricordo era talmente vivido che, nonostante fosse diventata una consuetudine vederla rannicchiata in quel modo, Subaru non poteva che provare disagio. Da qualche parte nel suo animo ardeva come un insopportabile senso di rimorso – talmente forte da sembrare soffocarlo – talmente forte che lo avrebbe perseguitato per l’eternità.
Il vestito era immutato, lo stesso che aveva sempre indossato.
Beatrice giaceva lì accovacciata, con la fronte che premeva contro le ginocchia.
In quella posizione, non aveva reagito alla presenza di Subaru nella stanza, benché meno al suono della sua voce.
Certamente era evidente che non stava dormendo. Le braccia erano strette attorno al suo corpo minuto e le dita erano aggrappate alle spalle con tale forza da aver perso ogni colore, quasi diventate pallide.
Un tempo Beatrice, aveva accolto Subaru con aria scontrosa, presentandosi come l’orgogliosa custode del posto su cui vegliava.
In quella figura, raggomitolata in se stessa, non era rimasta alcuna traccia dell’atteggiamento solenne, sostenuto dall’orgoglio e dalle responsabilità.
Vedendola così debole e sofferente, Subaru sentì il suo cuore aggrovigliarsi in un turbine di emozioni pungenti. Chiuse gli occhi e sbattendo le palpebre cercò di scacciare via quelle emozioni che, per un instante, gli erano tornate alla mente.
Si diresse verso la finestra e aprì le tende, indossando il sorriso sfacciato che aveva sin dall’inizio della mattina.
A differenza di quanto accadeva con la『Biblioteca Proibita』, questo luogo esisteva in uno spazio fisico. C’erano le finestre, e l’entrata non svolgeva più il ruolo di barriera per gli estranei.
Detto ciò,
「Senti Beako… è una mattina stupenda. Soffia un’aria piacevolissima. Dovresti smetterla di rinchiuderti in questa vecchia camera. Non hai voglia di uscire un po’ a giocare all’aperto?」
「…」
「Beh, se hai paura di macchiare il vestito di fango giocando fuori, potresti almeno fare colazione insieme a tutti quanti noi, no? Dai, vieni in sala da pranzo come facevi una volta. Non sto chiedendo troppo, v-vero?」
「…」
Le tende, spalancate, permisero alla luce del giorno di filtrare attraverso le finestre, quasi come se cercassero di allontanare l’atmosfera cupe che, ostinata, giaceva lì dentro.
Tuttavia né la rinnovata luce nella stanza né le radiose parole di Subaru riuscirono a smuovere Beatrice, che mantenne la testa bassa senza rompere il suo silenzio.
Le braccia erano ancora strette intorno al suo corpo minuto, tanto da non poterle muovere. A Subaru parve come una punizione, come se quella stretta fosse una catena che la teneva legata.
Provò ad avvicinarsi a lei, incapace di rimanere fermo di fronte a quella situazione.
「A-ascolta Beako―」
「… Basta, per favore… adesso taci.」
「…」
Di colpo gli rispose e in quelle parole, così brusche, era presente un’amarezza tanto forte da non poter essere nascosta.
Beatrice non riusciva a guardare Subaru, e non poteva permetterselo.
Il tono della sua voce era rauco e cupe, tremendamente basso. Anche solo poterne udire il suono era più che sufficiente, dopotutto era un evento raro.
Subaru non poté che sentirsi sollevato.
Ormai era passato diverso tempo da quando era sprofondata in quel silenzio assoluto. Da quel momento aveva smesso di reagire anche al più piccolo degli stimoli: un suo piccolo cenno, o anche solamente l’esternazione della rabbia, erano quindi motivo di gioia – una speranza.
Nonostante quello che Subaru pensava, Beatrice continuò a parlare senza alzare lo sguardo.
「Betty è stanca. Ormai mi sono arresa, oserei dire. Ho disobbedito agli ordini di mia Madre… ho violato il contratto… E nonostante tutto questo, sono ancora viva… Perché?」
「Beatrice…」
「Se allora mi avessi abbandonato… Perché hai scelto di salvarmi? … Perché lo hai fatto? Perché lo hai fatto anche se t-tu non sei… T-tu non sei『Quella Persona』!」
Un rancore che non si sarebbe mai estinto, un dolore che sarebbe durato in eterno, un peccato a cui non era concessa redenzione.
Questi erano i sentimenti che Beatrice aveva gelosamente custodito da sola per 400 anni. Finalmente trovata la solida determinazione di lasciarli andare, i suoi sentimenti erano stati atrocemente calpestati.
L’unica cosa che le restava era l’odio, un odio incommensurabile.
Lo spirito all’interno della 『Biblioteca Proibita』 si era finalmente deciso ad abbandonare la sua missione, tuttavia era stato salvato senza che potesse fare nulla.
Tutto quello che aveva ottenuto era solo altro tempo per vivere… tuttavia non aveva più significato per lei, una vita priva di scopo. Vivere contro la sua volontà non aveva fatto altro che privarla di ogni ragione di esistere.
La『Biblioteca Proibita』 era andata perduta tra le fiamme della villa in rovina, e, con essa, Beatrice aveva perso per sempre il suo luogo, unico al mondo, al quale apparteneva.
Non poteva dimenticare la propria decisione. Non poteva dimenticare di essersi arresa. Non poteva dimenticare di aver scelto di abbandonare la propria missione, i doveri che le appartenevano.
Quel peso gravava sul suo cuore, pervaso da un forte senso di responsabilità che aveva onorato per più di 400 anni. Aveva subito una ferità indelebile, che mai si sarebbe rimarginata.
Ciò che per chiunque sarebbe stato banale, per lei rappresentava il significato della sua stessa esistenza.
Tanto che, dalla notte in cui la 『Biblioteca Proibita』 era evaporata tra le fiamme, non aveva fatto altro che piangere in preda alla disperazione, trascorrendo ore interminabili rannicchiata in un angolo della Biblioteca.
Eppure,
「Ugh! Lasciami! Levami le tua mani di dosso, oserei dire! Non toccare Betty…!」
Subaru, incapace di tollerare ulteriormente la vista di quella figura un tempo fiera e orgogliosa, ridotta ad un mero ricordo… la avvolse con un tiepido abbraccio.
Al loro contatto, la voce di Beatrice si incrinò in un suono graffiante.
Per svincolarsi, conficcò le unghie nel collo di Subaru, mostrando odio e ribrezzo. Senza trattenersi lo graffiò con tutta la forza che aveva e minuscole gocce di sangue iniziarono a tingere di porpora l’interno delle ferite, fino a colare lungo il collo.
Tuttavia lui non la lasciò andare.
Quell’abbraccio era caldo ed intenso, quasi come se stesse cercando di darle conforto… come se stesse cercando di attenuare il tremolio proveniente da quella figura così minuta.
Ma in verità, nel profondo del suo cuore, forse era Subaru stesso a cercare conforto.
「Perché sei venuto qui, oserei dire! T-tu sei così… P-Perché… Perché sei venuto a cercarmi…!」
「Finché il bersaglio del tuo odio sarò io, allora continua pure ad odiarmi, lo accetterò senza rimorsi. Continuerò a venire qui. Le fiamme che ti tormentano, che ora sembrano inestinguibili, magari un giorno potranno iniziare ad attenuarsi se gli darai il giusto sfogo.」
「Non scompariranno mai, oserei dire! Betty è… è…!」
「―IO… io sono felice che tu sia viva. Io spero solo che un giorno ti troverò nuovamente a guardarmi dall’alto in basso… con quel tuo fare scontroso ma pieno di premure. Questa speranza non è morta, e non svanirà mai… proprio perché tu sei ancora viva.」
「… !」
Subaru cercò di parlare scandendo bene ogni parola, con calma e nel modo più sincero che conosceva.
Udendo quelle parole, Beatrice si calmò gradualmente fino a non opporre più alcuna resistenza.
Beatrice rimase senza parole, tanto che le emozioni sul suo volto si intrecciarono in una confusione senza fine. Tra singhiozzi che si susseguivano uno dopo l’altro, le lacrime iniziarono a sgorgare copiose, ma oramai era tardi: i suoi occhi sembravano vuoti, quasi come privi di vita.
Era come se la sua mente si fosse dissolta in un vuoto senza fine, lasciando posto unicamente allo sgorgare incontrollato delle lacrime.
Era il segno che la conversazione non poteva più continuare.
―Questo era lo scambio di collera e pura inerzia che Beatrice e Subaru intrattenevano ogni due settimane.
Una volta sciolto l’abbraccio che la teneva stretta, Beatrice poggiò ancora una volta la fronte contro le ginocchia. Assunta quella posizione significava che si era nuovamente chiusa dentro se stessa, e raggiungerla era impossibile.
Subaru non poté dire altro.
Le sye parole non erano ancora capaci di aprire le porte del cuore inviolabile di Beatrice.
Eppure, continuando a bussare, forse un giorno si sarebbero finalmente aperte. Il fatto di ‘poter’ credere in questa possibilità non era altro che la concretizzazione della speranza.
「… Se, in quel momento, avessi finto di essere『Quella Persona』… anche se solo come una bugia… sarebbe stata la scelta migliore?」
Lasciandosi Beatrice alle spalle mentre usciva dalla Biblioteca, Subaru si appoggiò di schiena contro una parete… riportando alla mente i ricordi di ciò che era successo.
Durante l’attacco alla Magione, Beatrice aveva coltivato la speranza che『Quella Persona』fosse Subaru, ma era stata spazzata via senza pietà.
In seguito aveva trovato la risolutezza necessaria per porre fine alla sua lunga missione, ma nuovamente era stata infranta.
Le sue speranze, una fragile aspettativa e una malinconica rassegnazione, erano state calpestate senza pietà.
Tuttavia, come avrebbe potuto fare diversamente?
In che modo Subaru avrebbe potuto mentire a quella ragazza che, per oltre 400 anni, aveva bramato e pazientemente aspettato l’arrivo di 『Quella Persona』? Avrebbe dovuto mentire su colui che l’avrebbe liberata dalla prigionia della『Biblioteca Proibita』?
Avrebbe davvero dovuto ingannarla solo perché『Echidna』 gli aveva dato il permesso di farlo?
Chissà, forse, scegliendo questa possibilità, il cuore di lei non sarebbe bruciato insieme alla 『Biblioteca Proibita』, e magari avrebbe potuto essere protetto.
『La perdita della Biblioteca Proibita è un danno irreparabile. Mi addolora, e quasi rammarica, che tali conoscenze siano scomparse senza poter essere ereditate, ma ormai quel che è fatto è fatto. Del resto, per te la vita di Beatrice ha un valore molto più alto che della conoscenza.』
「Sei fuori luogo. In questa faccenda sei l’unica che non ha diritto di parlare.」
Echidna parlò dal lontano Castello dei Sogni in cui si trovava.
Questi avvenimenti erano collegati ad una sola verità: Echidna era colei che aveva relegato Beatrice alla custodia della『Biblioteca Proibita』, costringendola a trascorrere quattrocento anni di sterile attesa.
Ed era proprio a causa di quel ruolo, assegnatole in prima persona della Strega, che il suo fragile cuore era lentamente andato in pezzi.
Forse gli avvenimenti si sarebbero potuti sviluppare diversamente se solament-
「-Se solo non le avessi imposto di aspettare『Quella Persona』… !」
『Non generalizzare in questo modo. È vero che ho scelto io di farla aspettare. Ma dietro a questa scelta esiste una ragione singolarmente specifica.
Questa non è chiaramente una giustificazione e resto, in ogni caso, la responsabile della lunga solitudine che Beatrice ha dovuto sopportare.
Ma per me è molto importante che tu capisca che non è mai stata mia intenzione costringere quella bimba a soffrire in quel modo.
Ti chiedo di credermi, almeno su questo punto.』
「…」
L’argomentazione di Echidna era inequivocabile e Subaru riconobbe di averle riversato addosso la propria frustrazione, quindi si ammutolì.
Quanto la Strega gli aveva riferito era corretto. Alla fine dei conti, incolpando Echidna, Subaru non faceva altro che fuggire dalle proprie responsabilità – le proprie colpe – per le possibilità che aveva scelto di escludere.
「… In definitiva, chi era『Quella Persona』?」
『Questo, purtroppo, non posso rivelarlo. Non ha senso neppure affrontare il discorso, soprattutto considerando che ora gli archivi proibiti sono andati perduti per sempre. E anche se riuscissimo a trovare quell’uomo, non credo che attualmente potrebbe essere a conoscenza di ciò che è successo finora, tanto meno quello in passato.』*, **
———————
*Echidna fa riferimento ai fatti accaduti 400 anni prima, quando stringe il contratto con Beatrice e le assegna il compito di badare alla B. Proibita aspettando “quella persona”.
**Quanto dice Echidna è tutt’ora direttamente relegato ad uno dei più grandi misteri di Re:zero che, peraltro, potrebbe collegare la maggior parte degli avvenimenti avvolti nell’ombra nella trama ma che è attualmente sconosciuto.
Per maggiori informazioni leggere le note a fine capitolo. Verranno condivise note del traduttore dell’IF riguardo la storia, divise in spoiler e non spoiler.
———————
「Essere a conoscenza? In che senso? E dunque sarebbe un uomo?」
『―A-Ah! C-Coff!! EHM!』
『Ops, mi è scappato. In ogni caso, non esiste un modo o un metodo per scoprire dove si trovi. E, in primo luogo, dopo averlo trovato cosa faresti? Lo porteresti da Beatrice? Oppure lo puniresti per quello che ha fatto? Ma la domanda cruciale è proprio quali siano le sue colpe, soprattutto considerando che non sia stato a conoscenza dei fatti e dunque è all’oscuro di tutti gli eventi. Quindi, per quali colpe? Non si può giudicare qualcuno per dei peccati che non ha commesso. Inoltre non sei così libero da poterti permettere di fare qualcosa di così inutile.』
Quel farfuglio di Echidna, volto unicamente a sviare la conversazione dalla sua domanda, servì solo ad infastidire Subaru,
「Uff, che fatica.」
Nonostante ciò, era inconfutabile che la logica della Strega fosse di carattere oggettivo. Non sapeva dov’era. Non sapeva chi era. Non aveva il diritto di giudicarlo e nemmeno il tempo di soffermarsi a rimuginare su questi piccoli particolari.
『Beatrice ha vissuto fin ad adesso in maniera pietosa. Ma questa non è una ragione sufficiente per pensare che anche in futuro sarà così. E pensandoci, non è proprio quello che hai detto anche tu prima?』
「…」
『Sebbene ora sia sommersa dai rimpianti, arriverà il giorno in cui quella bimba sarà finalmente libera. Quando questo avverrà, qualcuno dovrà accettarla. E questo “qualcuno” potresti essere tu, come qualcun altro. Questa è la verità: finché esiste la vita, esiste anche la speranza.』
Erano meri sofismi.
Belle parole che nascondevano la triste e amara realtà dei fatti.
Tuttavia, senza ombra di dubbio, erano anche una speranza che non sarebbe mai crollata.
Parole dolci ma prive di significato, ma per Subaru erano una verità assoluta in cui non aveva altra scelta che sperare.
Anche se era perfettamente consapevole che la Strega con cui aveva stipulato il contratto stava solo giocando con le parole, non poteva rinnegarlo e rifiutarsi.
L’unica scelta che aveva era quella di aggrapparsi a quella verità… di aggrapparsi alla verità che anche la Strega conosceva.
Non poteva che dipendere da lei.
La sua complice, lei unica tra tutti, la cui sola presenza rendeva Subaru costantemente conscio dei peccati che aveva commesso. E mai, in nessun caso, gli avrebbe permesso di dimenticarli.
「Sembra proprio che Il discorso sia giunto al suo termine.」
『VeroVeroVero! Hai proprio ragione… 』
E, alla fine, quello era il modo in cui ogni volta Subaru ed Echidna finivano per concludere le loro conversazioni. Fare i conti con i propri peccati.
Riponendo le speranze nell’avvenire, loro credevano nel cammino verso le possibilità e, attendendo che un giorno sarebbe arrivato il momento, prima o poi, sarebbero riusciti ad afferrare i propri ideali.
Non importa quante possibilità ci sarebbero state, per Subaru la risposta sarebbe stata sempre la stessa.
Non avrebbe cambiato niente. Avrebbe comunque scelto di portare Beatrice fuori dalla Magione in fiamme, nonostante sarebbe stata spogliata di tutto.
L’avrebbe privata della cosa a cui più teneva, lasciando che la Biblioteca Proibita venisse distrutta… pur sapendo che avrebbe passato il resto dei suoi giorni in preda alle lacrime e al rammarico.
Nonostante avesse tentato e riprovato un numero inquantificabile di volte, in un mondo basato su prove e possibilità, Subaru non era riuscito a trovare un altro modo per salvare Beatrice senza rinunciare a nessun altro.
È così, avrebbe continuato a percorrere il suo cammino.
Una strada supportata unicamente dalla speranza, continuando ad avanzare in cerca delle risposte che voleva trovare… non importa dove e quanto lontano si sarebbe dovuto spingere, Subaru avrebbe raggiunto il luogo che desiderava.
Li aveva salvati e li avrebbe salvati tutte le volte che sarebbe stato necessario..
E anche oggi, come qualsiasi altro giorno, Subaru avrebbe fatto di quelle parole i propri ideali. Avrebbe pregato di poter finalmente vedere sbocciate le possibilità che tanto bramava.
※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※
NOTE CAPITOLO 4:
Le affermazioni presentate costituiscono meramente ipotesi da parte del mio come lettore, senza alcuna conferma. Poiché l’If mantiene un atteggiamento esplicitamente ambiguo in merito alla questione che tratterò essendo ancora da trattare nella storia principale, ovvero l’ottavo arco narrativo (sebbene ciò sembri supportare le mie supposizioni in questione). Con l’anime si arriva alla meta’ del quinto arco.
Per coloro che desiderano evitare qualsiasi spoiler, si consiglia di leggere solo il primo paragrafo, mentre chi è incuriosito può procedere con la lettura del secondo.
È opportuno notare che ho limitato le informazioni al minimo necessario per evitare spoiler. Si fornisce solamente quanto è essenziale per comprendere il contesto di questo IF, senza fornire dettagli specifici su eventuali sviluppi narrativi futuri, trattando informazioni rispetto al quarto arco narrativo e precedenti.
No-spoiler:
Vi è un personaggio citato ripetutamente nella serie, noto come il Saggio, o il Grande Saggio. Delle sue fattezze si conosce ben poco, a parte il volto impresso sulla valuta di Lugunica.
Questo personaggio è avvolto in un fitto mistero, di fondamentale importanza per lo sviluppo della trama, ma di ciò non tratterò qui.
Sia sufficiente comprendere che quando Echidna menziona “quella persona”, è molto probabile (secondo la mia interpretazione) che si stia riferendo proprio a lui.
È colui che pianta l’albero, Albero di Flugel, che i protagonisti useranno per abbattere la Grande Balena, ed è colui che dona il fattore della Strega a Geuse.
Adesso sta a voi leggere la novel e fare le dovute considerazioni, fino alle tanto attese rivelazioni da parte di Tappei-san.
Spoiler minori:
Spoiler che non sono importanti da rovinare l’esperienza di lettura o visione della storia, dettagli, appunto, minori.
Appare superfluo anticipare dettagli troppo spinti riguardo la narrazione che coinvolge questo personaggio, benché le informazioni attualmente disponibili siano piuttosto limitate. Come precedentemente menzionato, il personaggio è citato ricorrentemente nella serie, noto come Flugel (フリューゲル), Flugel il Saggio, o il Grande Saggio.
Pochi sono i dettagli noti riguardo alle sue caratteristiche, eccezione fatta per il volto raffigurato sulla valuta di Lugunica, specificamente sulla moneta d’argento, ma per ragioni ancora a noi sconosciute (notare che ciò non significa che sia il suo volto).
Fin dai primi archi narrativi, è noto che il Grande Saggio, il Santo della Spada e il Drago Divino hanno collaborato per imprigionare la Strega Dell’Invidia.
Flugel è un personaggio strettamente legato agli eventi che hanno plasmato la storia circa quattrocento anni prima. Ulteriori approfondimenti sul personaggio si trovano nell’Arco 6, sebbene la consultazione della light novel possa fornire una comprensione più completa. Numerose informazioni rimangono ancora non divulgate, ma è probabile che vengano fornite con chiarezza alla conclusione dell’ottavo arco narrativo.
Nel corso dei quattro secoli di storia, Flugel Il Saggio ha giocato un ruolo significativo nello sviluppo degli avvenimenti che plasmano la trama. Ad esempio, è lui l’artefice dell’albero che è stato determinante per abbattere la Grande Balena.
“L’albero di Flugel. La leggenda narra che lo piantò un Saggio di nome Flugel secoli fa,”
come citato nell’anime.
Ora si procederà con delle speculazioni contenenti alcune anticipazioni di minore rilevanza.
Il Saggio conosceva personalmente tutte le streghe, inclusa Echidna. Non disponiamo di informazioni specifiche riguardanti la natura del legame con Echidna, tuttavia, dettagli provenienti da punti distinti della narrazione suggeriscono che Flugel ed Echidna avessero rapporti amichevoli.
Echidna lo designa come “Istigatore”, verosimilmente in riferimento a se stessa, un aspetto che, a mio giudizio, si riscontra sia nella relazione tra Subaru ed Echidna in questa linea temporale alternativa, sia nella trama principale. Pertanto, considerando l’insieme delle circostanze, emerge come plausibile l’ipotesi che “quella persona” che Beatrice deve attendere sia proprio lui, nonostante a Beatrice sia conferita la libertà di fare una scelta autonoma in proposito.
Ora, nel culmine di questo atto, svelerò la parte con più spoiler “minori” della mia opinione.
Nel corso della storia, le azioni compiute dal Saggio hanno agevolato i protagonisti di Re:Zero nell’affrontare numerose sfide.
Si evidenziano, ad esempio, l’utilizzo dell’albero per abbattere la Grande Balena e il dono del fattore di Strega a Geuse da parte dello stello Flugel.
Troppi elementi appaiono sorprendentemente coerenti e troppo precisi, suggerendo che Flugel stesso abbia orchestrato e previsto la necessità di tali sue scelte sin dal passato, sebbene io abbia limitato la menzione a quelli che sono stati precedentemente discussi fino alla conclusione della Seconda Stagione dell’anime.
Le considerazioni a cui volevo arrivare sono giunte.
La mia opinione risiede nel fatto che il Saggio sia effettivamente Subaru stesso, giunto secoli prima nel mondo di Re:Zero. Senza ricordi e con un’identità differente anche Flugel è un individuo isekaizzato. Benché molte informazioni rimangano sconosciute, è indubbiamente una teoria che presenta molte e sostanziali lacune.
Tuttavia, se “quella persona” doveva essere Flugel e, in qualche modo, diventa Subaru, ovvero se stesso, l’intero scenario nell’If è impeccabilmente orchestrato, rivelando l’ingegnosità di Tappei-san (che è l’autore).
La trama originale assegna a Subaru il ruolo di “quella persona”, dando vita all’attuazione del piano di Echidna poiché Subaru è Flugel in persona. È cruciale considerare che la storia costituisce la naturale evoluzione degli eventi, mentre gli “IF” rappresentano percorsi ipotetici e corrotti in quanto incarnano i peccati.
Nell’IF di Kasaneru, Subaru decide di non mentire, deviando così dal corso naturale degli eventi delineato nella storia originale. Tutto sfugge al controllo. Egli rifiuta di assumere il ruolo di “quella persona”, una posizione definita da Echidna secoli prima per ragioni a noi sconosciute, ma di vitale importanza, e tutto va in frantumi. È da notare che Beatrice riveste un ruolo cruciale nei futuri sviluppi della trama, e in questo sviluppo alternativo sarà necessaria una soluzione alternativa.
Ringrazio cordialmente chiunque abbia dedicato tempo alla lettura, porgendo scuse per la prolissità del mio intervento. Spero che la mia esposizione rifletta chiaramente il mio pensiero, consapevole che si tratti di una mera speculazione basate su supposizioni di un fan come un altro.
Indice Capitoli
※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※
Crediti: ReAnime – KamiSama – Ross
Spettacolo. Bellissimo capitolo anche questo. Molto interessante per la teoria condivisa nelle note. Però non sono d’accordo.
Spoiler
Probabilmente se è Subaru si tratta di un’identità che non conosciamo, oppure qualcosa di correlato a qualche strana Avidità. Però Echidna non sembra riconoscere Subaru, e come sappiamo queste tipologie di potere non hanno effetto nel Castello dei Sogni… quindi secondo me è da escludere che Flugel sia Subaru. Sono due persone diverse.
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Salve qui è KamiSama!
Ritengo che tu possa avere ragione. Le mie affermazioni sono basate esclusivamente su ipotesi, le quali presentano numerose lacune e incertezze.
Purtroppo, sembra che non avremo accesso a ulteriori dettagli fino all’arrivo dell’arc 11. Se non erro, Tappei ha dichiarato che in questa fase verrà rivelata una quantità non indifferente di lore nascosta, il che sicuramente aumenterà la nostra comprensione della trama.
Sembra che dovremo pazientare ancora qualche anno prima di poter esplorare appieno tutti gli aspetti e i misteri che ci interessano. È un’attesa che, sebbene possa sembrare lunga, promette di essere ricca di rivelazioni e approfondimenti che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente… quindi posso dire che non vedo l’ora!
Restiamo fiduciosi! (┬┬﹏┬┬)
Comunque grazie per la lettura, e il commento!
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