Dopo essere tornato dalla biblioteca in cui si trovava Beatrice e aver visitato Rem, la tanto ambita routine mattutina era finalmente giunta a termine.

Fermo davanti ad una porta chiusa a chiave, Subaru bussò con aria disinvolta.

In risposta, pochi istanti dopo, dall’interno si udirono due colpi sulla porta. Non un semplice “Entra pure”, o qualche altra frase di accoglienza, bensì due colpi ben distinti in risposta a quelli di Subaru.

Una sorta di botta e risposta. Prontamente Subaru bussò di nuovo, ma immediatamente dall’interno un’altra volta… Quindi Subaru di nuovo…! E l’altra parte, come a non voler accettare una sconfitta, fece lo stesso!

Bussare, bussare e ancora buss―

「―Uffa! Pensi di poter andare avanti così per sempre? Mi fai davveeero innervosire, lo sai?」

La prima a fermarsi fu colui che era all’interno della stanza.

La porta si aprì silenziosamente e dall’interno si rivelò una donna di una bellezza appartenente ad un altro mondo. La pelle chiara, quasi lattea, era esaltata dai capelli argentati, lucidi e fluenti, che le scendevano fino alle spalle. Le iridi violacee risplendevano come gemme rare e, in contrasto con i capelli, le conferivano un fascino che portava il peso di un oscuro destino. Una bellezza eterea che nascondeva un fascino sinistro, ma che con tanta grazia sarebbe stata capace di ammaliare qualunque anima si sarebbe trovata di fronte. Era Emilia, la mezza-elfa. 

Ma in quell’istante, con le guance arrossite e lievemente rigonfie, formava una smorfia tenera. La sua immagine più che una bellezza incantatrice, pareva carina e delicata.

Subaru non poté che ridacchiare di cuore a quella vista.

「Eddaii, perché ridi? Subaru sei proprio un – un citrullo!」

「Citrullo? C’è ancora qualcuno che parla così al giorno d’oggi? E poi, pensandoci bene, sei stata proprio tu ad iniziare questa sfida, Emiliuccia. Io ho solo retto il gioco, tutto qua.」

「Se vuoi metterla in questo modo… Uhm! Be’, io non ho niente in contrario. Però non ti farò entrare nella mia stanza!」

Vedendo Subaru ridere in quel modo, Emilia fece un broncio e accennò a chiudere la porta. Preoccupato di rimanere fuori per davvero, Subaru infilò la mano nella fessura—

「AHIIIIAAA! Ahiiaaaa, ahiiaaaa!」

「Ah! Diamine, Subaru tutto bene?」

Emilia si precipitò fuori mentre Subaru continuava ad urlare in quel modo drammatico e teatrale, solo per essersi pizzicato un dito. 

Afferrando frettolosamente la mano destra di Subaru…

「*Gnam*」

「E-Emilia?! M-ma… che fai? N-Non ti pare esagerato?!」

「A-asfHeteaa! Novfew Hèh coumhe peehhi, thranhqiloh!」

Qualunque cosa stesse dicendo era impossibile da decifrare: l’atteggiamento di Emila era cambiato e si rifletteva nei suoi profondi occhi violacei,  insieme ad un’incrollabile determinazione. Sarebbe stato impossibile non esserne rapiti.

Le sottili e soffici labbra di Emilia avvolgevano delicatamente le dita dolenti della mano di Subaru. La lingua calda di Emilia, color pesca, stava dolcemente attenuando il dolore delle dita intorpidite. Emilia sembrava tracciare delle linee con la lingua, quasi a seguire il dolore come un flusso, massaggiando le dita e lenendo il formicolio con dolcezza.

E quella sensazione così intima, non poté che provocare a Subaru un fremito particolarmente intenso – lungo tutta la schiena.

「Okcahy… uff, credo che adesso possa andare bene.  Subaru, non ti fa più mal…? Perché… sei tutto rosso?」

「C-come dire, dal punto di vista di un ragazzo… certe cose fanno effetto! Non è qualcosa che non si può controllare, e… uhm… sì, grazie, adesso sto bene. Con questo, mi hai salvato la vita.」

「Eh…? Non credo di aver capito bene, ma adesso userò la magia curativa. Inizio.」

Subaru sollevo le dita che erano state appena ciucciate, e emilia vedendolo inchinarsi per ringraziarla in segno di perplessità piego la testa. 

Vedendo Subaru sollevare le dita ancora umide, per poi inchinarsi quasi in ringraziamento, Emilia inclinò leggermente la testa in segno di perplessità.

In seguito spostò l’attenzione verso la ferita. Una fioca luca azzurra, avvolte le ferite che in un istante iniziarono a guarire – quello era un incantesimo curativo.

Il dolore alleviato precedentemente Emilia era ora completamente sparito, questo grazie alla magia curativa. 

E adesso, a Subaru, non restava che capire “cosa farne” delle dita ancora umide della saliva di Emilia…

「Asciugarle con i vestiti… NO, sarebbe uno spreco. Detto ciò, dovrei… leccarle io stesso? Forse da parte mia sarebbe troppo audace? Però farsi scappare una simile opport―」

「AH, caspita! Ti ho ricoperto di saliva, che schifo… ecco qua, strofiniamo per bene. Sì, ora sono pulite.」

「NOOOOOOOOOOOO―!? Era una offerta a tempo limitato – ho perso l’occasione!?」

Ignara delle emozioni di Subaru, Emilia prese dalla tasca un fazzolettino che usò per rimuovere delicatamente quanto restava della saliva.

In seguito, compiaciuta, alzò lo sguardo che finì per posarsi sul collo di subaru. 

Emilia rimase pietrificata. 

Immobile, non poté che battere le palpebre ripetutamente, sperando che ciò che aveva visto non fosse reale.

Non curati, sul collo di Subaru erano rimasti i profondi graffi che Beatrice poco prima gli aveva inferto. Uno di questi spiccava più degli altri.

Anche se ben nascosto, grazie alla sua vista acuta, Emilia se n’era accorta. Allungando il braccio posò con delicatezza uno dei suoi candidi polpastrelli sulla ferita, e mormorò:

「Subaru, sembra fare molto male. Cos’è successo? Cosa ti sei fatto?」

「Eh? Ah, dunque… questa dici? Be’… ehm, mi sono… graffiato, per strad―」

「Menzogne.」

D’improvviso, Emilia aveva zittito Subaru con una singola parola.

Passo delicatamente il dito lungo la ferita. Era talmente concentrata ad osservarne i dettagli che si dimenticò di respirare e sbattere le palpebre. Infine mormorò,

「― È stata Beatrice, non è vero?」

In preciso istante la voce di Emilia, gelida e inespressiva, risuonò con delle parole che non avevano alcun colore.

Dal corpo di Emilia scaturì una tremenda quantità pura di energia biancastra, tanto intensa da avvolgere l’intera magione. Si propagò con forza spaventosa, avvolgendo ogni cosa sul suo cammino, serpeggiando sinistramente per i corridoi e fuoriuscendo dalle finestre, per infine espandersi al di fuori della magione stessa. 

L’aria gelida e pungente accarezzava la pelle di Subaru, generando un brivido che gli percorse lungo tutta la schiena.

Percependo l’aria sempre più fredda e iniziando a sentire dei suoni scricchiolanti, Subaru comprese che doveva agire in fretta e si gettò verso Emilia.

「Emilia! Emilia, calmati! È tutto a posto, adesso va tutto bene!」

「…」

「Emilia! Guardami, forza sono qui!」

「… Aahh」

Allungando con decisione le braccia, strinse saldamente a sé la figura esile della mezza-elfa.

Subaru la strinse tanto da percepire il suo respiro. Poggiò la sua fronte contro quella di Emilia, riflettendosi in quegli sconfinati occhi viola. 

Gridò più volte il suo nome, cercando disperatamente di far riemergere la sua coscienza.

Concentratasi sul suono di quella voce così vicina, dagli occhi privi di anima di Emilia gradualmente svanirono quelle forti emozioni.

Nell’istante successivo, l’aria gelida che aveva pervaso ogni angolo della magione, raggiungendo l’ultimo piano fino a sgorgare all’esterno, si dissolse. 

Portò via con sé l’opprimente pressione che fino a qualche momento prima era sul punto di piegare la realtà stessa. Prima di potersene accorgere, tutto era tornato alla normalità.

「Uff, ci è mancato poco… Un attimo in più e sarebbe arrivato Reinhard.」

「I-Io, adesso, cc-c-cosa, ho…」

「Va tutto bene, ora è tutto passato. Emiliuccia sei stata brava, bravissima… Non è successo niente.」

La vista di Emilia si annebbiò e, priva di forze, non poté che accasciarsi a terra. Subaru si precipitò per prenderla. Emilia si portò la mano alla testa, come per cercare conforto. 

Non le era chiaro cosa fosse successo, tuttavia Subaru era lì. Le passò con gentilezza più volte la mano sulla schiena, in modo da rassicurarla.

Gradualmente il respiro di Emilia si fece più calmo e leggero.  

Lentamente, alzò lo sguardo verso Subaru,

「S-scusami… Ho fatto di nuovo qualcosa di strano…」

「Non pensarci nemmeno! Emiliuccia, qualsiasi cosa tu farai… mai sarà un problema. Questo è il ruolo che io voglio assumere e questo è ciò che io voglio essere per te. Non ti preoccupare.」

「… V-va bene.」

A quelle parole Emilia non poté che annuire teneramente, rimuovendo dal suo volto ogni preoccupazione.

Subaru non l’avrebbe lasciata finché il suo cuore non avrebbe raggiunto la pace.

―L’instabilità emotiva di Emilia è stata influenzata dal fatto che al 『Santuario』 non è riuscita a superare la propria “prova”.

Ciò che ella aveva visto nella prima “prova”, uno scorcio del passato, era, in definitiva, sconosciuto a chiunque.

Quei duri ricordi le avevano infranto il cuore, annientando qualunque volontà di rialzarsi. E senza essere in grado di superare quel suo aspro dolore, a Subaru toccò il compito di portare a termine le fatidiche “prove”.

Ed era per questo motivo che l’Emilia di un tempo era ancora intrappolata nel Santuario.

Tuttavia, per quanto lei potesse avere rimorsi e negare la realtà, il tempo avrebbe continuato a scorrere senza mai fermarsi. 

E nessuno, né il mondo, né chiunque altro, le avrebbe mai permesso di stagnarsi nel proprio passato.

Ed era per questa ragione che Subaru continuava a stringerle la mano senza mai lasciarla andare. In questo modo, prima di fermarsi, l’avrebbe scossa per farla riemergere in quella che era la realtà.

「Scusami Subaru. Io.. io ho di nuovo fatto un pasticcio…」

「Tranquilla, nessun problema. Ci sarò sempre per la mia Emiliuccia!」

「Ahahah, uff… Sei sempre il solito. Adesso grazie. Va tutto bene, mi sento più calma.」

Emilia, dopo un breve ma intenso abbraccio, cullata dolcemente tra le braccia di Subaru, lo guardò in volto. 

Poi, improvvisamente, si alzò in piedi e quel dolce tepore li abbandonò. Subaru, leggermente sorpreso, non poté che esprimere il disappunto in una strana smorfia.

「Che sfortuna… Sei così soffice e morbidosa; ti avrei voluto abbracciare ancora un po’.」

「B-beh, vuoi che ti abbraccio ancora? S-se se proprio insisti, vorrà dire che ti abbraccerò. 」

「N-NONONONO, va bene così. Vedi, quando si ha a che fare con questo genere di cose bisogna avere pazienza. L’unico modo per aggirare la voglia di mollare o l’insoddisfazione è essere costanti e pazienti. Solo così si avrà successo nel lungo periodo. Se ci dovessimo abbuffare di cibo fino a sentire la pancia tirare, allora non saremmo diversi da delle patetiche bestie. Io preferisco essere un lupo che seleziona le proprie prede, con accuratezza e attenzione, piuttosto che essere un maiale tenuto in stalla.」

「Effettivamente. Anche io penso che tu assomigli di più ad un cane che ad un maiale.」

「Se tiri in ballo cani e maiali è tutta un’altra storia!?」

Grazie a quell’assurdo scambio di battute, Subaru non poté che sentirsi sollevato nel vedere Emilia sorridere di nuovo.

Fortunatamente sembrava essersi dimenticata della sconcertante natura delle ferite che Subaru portava sul collo, e ciò era di grande sollievo.

『Che disgusto. Non ce la faccio proprio a guardarvi.』

「Stai zitta.」

「… Eh?」

「A-Ah! Emiliuccia scusa, non stavo parlando con te. Dicevo a me stesso.」

Improvvisamente, Subaru aveva ricevuto un messaggio telepatico e aveva risposto di riflesso, ad alta voce, lasciando Emilia spiazzata.

Naturalmente quel messaggio era arrivato attraverso il cristallo che Subaru indossava e, naturalmente, era giunto solo a lui. 

Questo valeva anche per Echidna. Nonostante avesse espresso il proprio disgusto, quasi palpabile, proprio in faccia ad Emilia, non la poteva raggiungere. L’unico a poterlo udire era Subaru.

「Sa-Sarebbe meglio che io stia in zitta?Subaru, se questo è ciò che vuoi, allora farò del mio meglio per stare in silenzio…」

「No, no! Non preoccuparti, non dicevo a te! Quindi, dai… parliamo tanto! È meraviglioso parlare con te! 」

「… Davvero?」

Gli occhi violacei di Emilia iniziarono a lacrimare per il sollievo. Subaru, tenendo lo sguardo fisso su di lei, annuì. 

Emilia posò quindi la sua mano su quella di Subaru e con un’espressione finalmente sollevata,

「Bene, quindi adesso… potresti dirmelo Subaru? Oggi cosa devo fare?」

「…」

「Per tutto ieri ho studiato nella mia stanza, esattamente come mi avevi detto. Se sei tu a dirmelo, non c’è dubbio sia la cosa migliore. Perciò, mi diresti cosa devo fare oggi?」

―Avrebbe fatto tutto ciò che Subaru le avrebbe detto di fare, proprio perché, trattandosi di lui, non ci sarebbe stata alcuna possibilità che mai avrebbe sbagliato. 

Emilia riponeva tutta la sua fiducia in Subaru.

Ad ogni parola che Emilia pronunciava per Subaru diventava sempre più difficile non far cadere quel sinistro sorriso che indossava.

Tuttavia, era proprio qui che si poteva notare l’efficacia della preparazione che aveva fatto la mattina davanti allo specchio. Quel momento ne dimostrava la piena utilità.

Grazie a questo, Emilia non si era accorta di nulla… al contrario, i suoi occhi brillavano di curiosità e bruciavano dalla voglia di scoprire quali sarebbero state le parole che Subaru le avrebbe rivolto.

L’animo di Emilia era stato spezzato nel tentativo di superare le ”prove” al santuario e, per tale ragione, non poteva che cercare di proteggere quei piccoli frammenti che le erano rimasti. 

L’unica maniera era stata affidarsi a Subaru.

Era naturale che fosse così, un risultato ovvio.

Sfruttando lo straordinario potere del 『Ritorno Dalla Morte』, Subaru aveva eradicato ogni ostacolo che si era frapposto nel cammino di Emilia. Nonostante ciò, al tempo, a Subaru era sfuggito un piccolo particolare.

Aveva frainteso Emilia e scambiato quel desiderio di seguirlo senza domande con qualcosa di simile alla fiducia, tuttavia nulla era cambiato fin dal principio.

Se ne accorse solo quando oramai era troppo tardi e il 『Santurario』 non era più raggiungibile. Per quante volte avesse utilizzato il 『Ritorno Dalla Morte』non avrebbe potuto cambiare nulla. 

La mente di Emilia, crollata diventando instabile, si era ora focalizzata sull’esistenza di Subaru come supporto per il proprio dolore.

Tuttavia, Subaru non riteneva che il risultato raggiunto fosse in fin dei conti così male.

「Allora Emiliuccia, anche oggi impegnamoci. Come ieri, oggi continua pure a studiare! Se dovessi tirare in ballo qualcosa di importante, te lo farò sapere prima degli altri. 」

「Come a Pristella?」

「Sì, come per Pristella. Fino ad allora, è importante che provi a tirarti su di morale. Devi essere pronta a qualsiasi imprevisto. Per adesso, studiare è la cosa migliore che puoi fare Emiliuccia.」

「Perfetto! SìSì! Ricevuto maestro Subaru! Farò tuuutto quello che mi hai detto! Quindi non è che…」

Subaru, con grande preoccupazione, le aveva detto cosa fare ma la mezza-elfa non poteva che esserne entusiasta. Emilia accettò quelle parole quasi come un saluto, e per questo esitò prima di chiedergli―

「Non è che, solo se vuoi, mi potresti accarezzare la testa?」

「…」

Emilia alzò lo sguardo verso Subaru e, riunendo tutte le sue forze per battere la timidezza, riuscì a porgli quella domanda.

La vista di quella timida mezza-elfa tolse ogni parola a Subaru che, per un singolo istante, rimase come paralizzato. 

Tuttavia, se fosse durato solo un istante in più, sarebbe stato facile immaginare le lacrime negli occhi di Emilia.

Fortunatamente Subaru sorrise prima che questo potesse effettivamente accadere,

「Non è ovvio? Però… mi chiedo, non sarebbe più corretto che sia io a domandare il permesso di toccare i tuoi bellissimi capelli argentati?」

「Eh? Subaru sappi che puoi accarezzarmi i capelli quando vuoi, per quanto riguar一 」

「AD-OGNI-MODO! Non deve essere qualcosa che vedi come una ricompensa. Lo farò quando ci saranno dei bei momenti, questo è l’accordo! A quel punto ti accarezzerò quando lo vorrai, va bene Emiliuccia? Okay?」

「Mmh, oookaay!」

Emilia annuì con naturalezza mentre Subaru, con il pollice alzato, mostrava un sorriso a 32 denti. 

La giovane mezza-elfa stava continuando a stringere la mano di Subaru; l’aveva avvolta con entrambe le soffici mani, quasi come a voler intendere che non l’avrebbe lasciato andare… 

「Bene, è tempo che io torni in camera.」

「Ah giusto! Dopo Petra ti porterà la colazione. Mangiamo insieme?」

「Va bene, ti aspetto. Allora, a dopo…」

Agitando la mano, Emilia rientrò nella sua stanza.

―Vedere i suoi ormai corti capelli argentati svanire dietro l’ombra della porta, suscitò in Subaru una sensazione profonda e insondabile.

E infine il rumore della porta che si chiudeva sancì la separazione fisica tra Subaru ed Emilia. 

『Perbacco, pensavo che anche la bruttezza potesse avere un limite.』

「…」

Non appena Emilia si era allontanata, Echidna aveva colto l’occasione al volo e l’aveva sfruttata per schernirla. Tuttavia Subaru cercava di ignorare il più possibile quelle parole colme di odio.

Non risponderle era la cosa migliore da fare, o almeno questa era la soluzione ‘migliore’ a cui Subaru era giunto interagendo con Echidna. Aveva passato un inquantificabile quantità di tempo con la Strega, più di chiunque altro mai, ed era proprio grazie all’esperienza ricavata che aveva imparato a gestire quelle parole così dure rivolte ad Emilia.

Non rispondendo, non ci sarebbe stata una discussione.

L’atteggiamento ostinato di Subaru le avrebbe fatto comprendere l’inutilità di continuare a parlarne, e così non avrebbe più aperto bocca.

Tuttavia il vero problema era un altro. Ogni volta che si doveva parlare di Emilia, Echidna si rendeva totalmente inaffidabile.

E il rapporto tra Emilia e Subaru sì… sembrava essere quello di sempre, ma al tempo stesso era molto diverso. 

E purtroppo, attualmente non avevano né tempo né risorse per potersi fermare a sistemarlo. 

『Beh… Che sia una specie di burattino che fa tutto quello che le viene detto ti fa sicuramente comodo, considerando quali sono i tuoi obiettivi… Sbaglio?』

「―TKS!」

Quell’osservazione così cruda gli fece schioccare la lingua e si pentì amaramente di non averla zittita prima.

Era un semplice punto di vista. Era una frase priva di fondamento, ma che allo stesso tempo non poteva essere negata.

Proteggere le loro vite, proteggere il futuro, proteggere la speranza nei loro cuori e proteggere le probabilità.

Per mantenere saldo tutto questo, era stato necessario sacrificare l’attuale『IO』della mente di Emilia, ed era consapevole che questo non si era limitato solo a lei…

Indice Capitoli

※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※ ※

Crediti: ReAnime – KamiSama – Ross